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Alesatura e barenatura: differenze e vantaggi di due procedimenti spesso associati

Alesatura e barenatura sono due procedimenti tecnici a cui si ricorre per provvedere alla perforazione misurata di molteplici materiali. Anche se questi due termini in molti casi vengono utilizzati come sinonimi, in realtà essi consistono in due sistemi diversi: le differenze sono piccole ma sostanziali, e hanno a che fare con il tipo di risultato che si è interessati a ottenere. D’altro canto, è utile tenere a mente che la lavorazione dei fori rappresenta un procedimento alquanto complesso: nel caso in cui non venga effettuata in modo impeccabile, rischia di mettere a repentaglio la qualità del pezzo meccanico che viene trattato.

L’alesatura

L’alesatura è il processo che viene utilizzato di solito allo scopo di ottenere fori estremamente rifiniti e caratterizzati da una qualità superficiale in grado di ridurre al minimo l’attrito che viene generato. Per questo tipo di lavorazione meccanica di finitura leggera si ricorre ai macchinari a controllo numerico, che assicurano il risultato finale migliore che si possa desiderare. Altri utensili, tra cui i trapani, possono essere impiegati per correggere l’assialità e per modificare il diametro dei fori in modo che si riesca a raggiungere il risultato che il cliente vuole. Il vero punto debole dell’alesatura, tuttavia, deve essere individuato nel suo costo elevato: questo è il motivo per il quale numerosi fornitori, allo scopo di ridurre i costi di produzione, optano per la barenatura per consentire una rifinitura dei fori leggera. Si tratta di un procedimento che comporta l’eliminazione dell’eccesso di materiale in base al livello di tolleranza voluto e alla rugosità desiderata. 

Alesatura e barenatura: quando è meglio?

Nel confronto tra alesatura e barenatura, e soprattutto nella scelta dell’una o dell’altra soluzione, è necessario valutare quali dovranno essere le caratteristiche del pezzo terminato. In particolare, la barenatura non viene ritenuta conveniente, o addirittura non può essere applicata, quando si ha a che fare con la produzione di componenti meccanici molto grandi o di lotti numerosi, ma anche in presenza di particolari caratterizzati da fori che presentano geometrie complesse. Inoltre, si dovrebbe optare per l’alesatura in tutte le circostanze in cui la tolleranza del foro debba essere uguale o inferiore a IT8. 

I vantaggi offerti dall’alesatura

Se si prendono in esame le caratteristiche di alesatura e barenatura, occorre tener presente che la prima permette di recuperare il diametro che con la lavorazione è andato perso; in particolare, ciò è possibile con l’alesatura a espansione, che consente la rifinitura degli imbocchi di taglio. Gli standard di qualità che vengono garantiti da qualsiasi genere di alesatura, inclusa quella ad espansione, sono più elevati rispetto a quelli assicurati dalla barenatura; lo stesso dicasi per la velocità di lavorazione. È evidente che ricorrere al processo più veloce quando si ha la necessità di produrre lotti di componenti meccanici medi o grandi si traduce in un risparmio economico di non poco conto.

Le caratteristiche della barenatura

Le teste della barenatura possono essere a gradini, a un tagliente o a più taglienti. La barenatura a gradini è sfruttata per operazioni di sgrossatura che vengono svolte tramite un bareno con inserti collocati ad altezze assiali e diametri differenti; il vantaggio più significativo che garantisce è rappresentato dalla possibilità di migliorare il controllo dei trucioli. La barenatura a un tagliente, invece, è da preferire nel caso in cui vi sia una ridotta potenza della macchina: vi si ricorre per le operazioni di sgrossatura e finitura (o solo di finitura) che coinvolgono materiali per i quali si rivela complicato il controllo del truciolo. La barenatura a più taglienti, infine, viene sfruttata per le operazioni di sgrossatura in circostanze in cui si ha a che fare con un consistente volume di truciolo che deve essere eliminato; effettuata con due o tre taglienti, offre una produttività molto elevata, frutto della rapidità di questi tipi di lavorazioni: ciò è possibile perché si moltiplica la velocità di avanzamento per dente per il numero dei denti.

Quando conviene scegliere la barenatura

Come si è potuto intuire, la barenatura può essere scelta solo nel caso in cui vengano rispettate condizioni ben precise relative alla misura del foro che deve essere lavorato e alla quantità di materiale da asportare. Proprio il diametro massimo del foro rappresenta una limitazione di questa operazione di finitura leggera, che può essere sfruttata per la lavorazione di sedi di cuscinetto e cilindri. Per quanto concerne l’alesatura, invece, è possibile ottenere tolleranze dimensionali strette e finiture superficiali eccellenti grazie all’adozione di un utensile multitagliente che permette di lavorare i fori in modo molto preciso. È necessario che la profondità del taglio radiale dell’utente sia limitata, e ciò impone che la lavorazione sia compiuta con un foro prelavorato entro limiti contenuti. Imprimendo all’utensile un moto di traslazione parallela all’asse, inoltre, è possibile alesare fori a forma di cono o a forma di cilindro.

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